Pubblicato il

Dieta vegana, crudista e poi?

Dieta vegana, crudista e poi

Ma lei di che orientamento è?” “Come, prego?”

“Sa oggi ci sono nutrizionisti vegetariani, vegani, ecc. e vorrei capire lei come si pone?”

Per la prima volta, dopo quasi 30 anni di professione mi è stata fatta questa domanda!

“Ma la nutrizione umana, l’alimentazione, la copertura adeguata dei bisogni nutrizionali che partecipa al mantenimento o raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico, assieme a molte altre discipline cos’è? Una religione, una filosofia, un forma di pensiero, una ideologia, un partito politico?”

E’ vero ci sono molti stili alimentari, questi spesso sono una conseguenza a filosofie di vita, dettami religiosi e etici, che accanto alla alimentazione danno consigli e indirizzi per altri aspetti della vita. E’ anche vero che a volte si creano vere e proprie “dispute” che assomigliano a lotte politiche del tipo “noi vegetariani ci nutriamo meglio e siamo più intelligenti ed evoluti di voi onnivori” oppure “siamo noi vegani ad essere più evoluti” come se il solo fatto di nutrirsi in un certo modo rispetto ad un altro potesse modificare in toto la persona. E’ altresì vero che il modo di mangiare può provocare effetti sul corpo e a livello psicologico ed emotivo (pensiamo alle psicosi determinate da carenze vitaminiche ad esempio) ma spesso sono proprio “stili alimentari” estremi, molto rigidi e molto selettivi (per scelta o necessità) che  provocano ciò; e a loro volta gli stili alimentari molto rigidi e ristretti sono provocati da qualcosa che spesso ha ben poco a che vedere con una scelta “salutare”,  ma nascondono motivazioni di diversa natura. Tutte le volte che ci troviamo difronte a modi di soddisfare i nostri bisogni primari (riposo, sonno, evacuazione, ecc.) con modalità incongrue o che rendono difficile il soddisfacimento stesso sorge qualche perplessità.

E’ vero che di stili alimentari molto “particolari” ce ne sono dai “Crudisti” ai “Fruttariani” fino alla signora che si nutre solo di luce o “Prana”. http://www.terranuova.it/Ecologia-della-mente/Jasmuheen-Nutrirsi-di-luce. Ho letto con piacere un articolo di una pentita del regime vegano, http://www.huffingtonpost.it/2015/03/17/smette-essere-vegana_n_6886444.html?ref=fbpr, interessante per gli spunti di riflessione che offre e per i commenti che accompagnavano l’articolo stesso.Credo che la libertà sia sacrosanta, credo anche che le potenzialità della mente umana siano in gran parte ancora sconosciute. So che i nostri pensieri e le nostre emozioni influenzano il nostro corpo e viceversa, penso che il nostro corpo sia molto di più di una complessa e affascinante macchina. Ma penso anche che il buon senso e a volte il senso di realtà non siano così scontati. Penso che per quanto sia vero, sia altrettanto semplicistico dire ad esempio la carne fa male o bisogna mangiarne di meno o la mia dieta, poco importa che dieta sia, è più sana della tua.

Alla fine ho risposto: “Sono una dietistanormale” perché non sapevo che altri termini utilizzare, una dietista che usa le conoscenze “tecniche” avute durante la formazione scolastica e l’esperienza fatta durante i diversi anni di lavoro tra persone con diverse esigenze e problematiche. E’ questa esperienza soprattutto che mi ha insegnato che ci sono poche verità assolute, nella vita in genere se vogliamo, ma di sicuro nell’alimentazione. Fermo restando che tutti gli esseri viventi (intendendo noi umani) hanno bisogno degli stessi macronutrienti e micronutrienti e che questi devono essere assunti in quantità diversificate a seconda delle diverse condizioni e situazioni, il resto è relativo.

Spesso ho consigliato di aumentare la quantità di pane e pasta per favorire la perdita di peso o consigliato di mangiare meno verdura e frutta, perché l’alimentazione va personalizzata sempre. 

Perché non può mai essere preso in considerazione il singolo alimento o il singolo comportamento, ma sempre l’insieme.

Perché una alimentazione potrà essere teoricamente e tecnicamente perfetta (se mai può esistere nella realtà) ma se sono in stato quasi perenne di preoccupazione, tensione o stress, avrò probabilmente difficoltà a digerire o problemi intestinali anche il cibo più leggero o dieteticamente corretto. E se questa “dieta” sana e perfettamente equilibrata mi rende difficile la vita in famiglia, in compagnia, o non mi permette di partecipare serenamente ai normali eventi che vedono il ritrovarsi attorno ad un tavolo apparecchiato allora questa dieta non è poi così sana.

Sono poche le situazioni che richiedono una attenzione tale alla nostra dieta e di solito sono accompagnate ad uno stato di patologia che già di per se rende tutte le cose più difficili.

Il concetto di “sana alimentazione” è molto più complesso di una semplice “etichetta” o addirittura “schema alimentare” se solo viene applicato alla persona nella sua vita quotidiana e non rimane un concetto “teorico o ideale”.

 

IN SINTESI: DIETA VEGANA, CRUDISTA E POI?