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Dieta o percorso nutrizionale personalizzato: una differenza di sostanza

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Dieta 0 percorso nutrizionale personalizzato: una differenza di sostanza

Lontani ormai dal significato letterale del termine, con la parola “dieta” si intende un insieme di cibi più o meno limitati, pesati o comunque quantificati, da assumere in determinati orari e in determinate combinazioni.

Oltre alle diete più famose (Dunkan, Zona, dissociata) assistiamo a un proliferare di altre spesso al limite del bizzarro, ancora più spesso riciclate dopo mesi o anni silenti (del cetriolo, dell’ananas, dell’acqua e limone ecc.). Hanno una sola in cosa comune, promettono dimagrimenti facili e veloci che spesso mantengono, ma scordano di avvisare che il peso perso, altrettanto velocemente ricomparirà, con gli interessi.

Fare o meglio seguire una dieta è tutto sommato semplice. Ci si dà un tempo, si eseguono le indicazioni alla lettera e l’euforia che spesso accompagna i primi chili persi (euforia dovuta a un meccanismo di difesa dell’organismo) sostiene per il proseguimento della dieta. Poi inesorabilmente, ad un certo punto si cede. La colpa non è mai della dieta, ma piuttosto di chi non ha sufficiente forza di volontà per continuarla.

E forse, dopo un po’ si ricomincia, provandone una nuova, più pesanti di prima anche grazie ai sensi di colpa che si sono aggiunti.

Un percorso personalizzato non dà risultati veloci, non sempre, un percorso, implica un punto di partenza e uno di arrivo. Non prevede elenchi di cibi si e di cibi no, obbliga a fermarsi e osservare il proprio punto di partenza, obbliga a valutare se l’arrivo che ci proponiamo è compatibile o meno con le possibilità reali del nostro corpo e del nostro modo di vivere.

Con la dieta eseguiamo dei compiti senza riflettere, l’eventuale sgarro è punito con una sgridata, recuperato in qualche modo o sistemato con un “in fondo dopo tanti sacrifici me lo merito”.

 Il percorso obbliga a riflettere e fare uno alla volta i passi necessari e scegliere la direzione. Il percorso a volte offre delle deviazioni e degli imprevisti. Altre volte obbliga a fare un pezzo di strada per capire se la direzione è esatta e ritornare sui propri passi. Non esiste più lo “sgarro” ma si deve fare i conti con le proprie scelte.

Come accade di solito nei percorsi, la fatica maggiore è iniziarli, mettersi in moto.

Mettere in pratica dei comportamenti che cozzano con tutte le informazioni, convinzioni e abitudini che abbiamo, fare delle scelte responsabili, trovare il nostro tempo per lo spuntino o per fare una passeggiata oppure per organizzare i pasti da consumare quando arriviamo a casa.

Ma lentamente la fatica, lascia il posto alla scoperta di una nuova facile e piacevole abitudine.

Alla fine di una dieta, piano piano o velocemente riprendiamo le vecchie abitudini, le stesse che ci avevano portato ad accumulare quel peso in più, forse aggiungiamo il piacere di concedersi finalmente tutti i cibi che erano vietati.

Alla fine del percorso nutrizionale abbiamo imparato a dare priorità ai nostri bisogni primari e non sempre è cosa semplice.

Quando riusciamo a farlo, scopriamo un benessere che non sospettavamo, abbondoniamo la convinzione di intolleranze inesistenti e si sgonfia la pancia, dimentichiamo la priorità dei 4 kg in più e assaporiamo il cibo e la nostra vita in modo completamente diverso.

Abbiamo acquisito nuove abitudini e a volte ci rendiamo anche conto di aver perso per strada qualche chilo.

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Mangiare consapevolmente

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Mangiare, e non solo, consapevolmente fa la differenza.

Dieci incontri possono sembrare tanti, ma alla fine probabilmente scopriremo che erano pochi.

Le diete miracolose non esistono lo sappiamo ormai, come le facili soluzioni che pretendono di lavorare solo con la “mente”, usando tecniche più o meno efficaci.

Mente e corpo non sono divisi, collaborano sempre e l’uno non esclude l’altro.

L’importante è riconoscere l’importanza di affidarsi a professionisti in grado di rispondere ai singoli bisogni e personalizzare gli interventi.

Sono lieta di accogliere la professionalità della dott.ssa e psocologa Erica Cicuto
 per questa serie di incontri.

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Da domani mi metto a dieta

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E’ il periodo migliore per questi propositi. Ma diciamolo spesso è il periodo buono per questi propositi.

Quindi a seconda di quando abbiamo la decisione e non necessariamente nell’ordine descritto, iniziamo a:

◢ Non fare la colazione o almeno a ridurla.

◢ Evitare  gli spuntini (non si deve mangiare fuori pasto),
se siamo bravi al massimo ci concediamo un frutto.

◢ Stare leggeri a pranzo, al massimo poca pasta o pochissimo pane. (sicuramente no entrambi assieme)
forse un po di secondo e tanta, tanta verdura
ma con poco-niente olio
(la verdura fa bene si sa e forse inizia a montare la fame).

◢ Declinare gli inviti per aperitivi no, (si sa che non si può) al massimo una bibita analcolica o un succo
(preferibilmente all’ananas) se non addirittura acqua,
ma no gasata.

◢ Finalmente la cena!  Carne o mozzarella, no pane no pasta (alla sera si sa fanno ingrassare di più) e ancora tanta,
ma tanta verdura, assolutamente no vino, solo acqua e sempre no gasata.

◢ Dessert? Assolutamente no, un frutto al massimo.

Se tutto va bene alla cena del 4^ massimo 6^ giorno non riusciamo a resistere al dessert e ci concediamo un po di pane e magari un po di formaggio in più. Se nel contempo sfortunatamente ci siamo imbattuti in un compleanno o altri festeggiamenti imprevisti nella giornata, abbiamo dovuto combattere contro tentazioni di vario, tipo dolce o salato, ma comunque pericoloso. E se abbiamo ceduto e mangiato fuori orario o di più del previsto o di quello che ci eravamo ripromessi, al pasto successivo cerchiamo di ridurre il cibo. Ma non sempre ci riusciamo e le nostre giornate rischiano di diventare una lotta continua tra “non devo o non posso mangiare” e “ma si dai tanto oggi non ho pranzato”  oppure  “questa settimana sono stata\o bravo posso concedermelo”.
Mal che vada rinnoviamo il proposito dicendoci “da domani mi metto a dieta!”.

Spesso ci diciamo “se non fosse per i dolci!” oppure “è che sono golosa\o e non riesco a resistere!”.

Il problema è che iniziamo le nostre diete in modo spesso brusco e rapido, eliminando o riducendo eccessivamente gli alimenti che apportano carboidrati e/o saltiamo i pasti, e in questo modo non facciamo altro che “accumulare” fame alla quale prima o poi cederemo. Se tutto va bene, facciamo sacrifici senza ottenere risultati duraturi, ma rischiamo anche di innescare meccanismi che possono portare danni più seri, e non solo dal punto di vista fisico.

È importante seguire le Linee Guida per una Sana Alimentazione sempre, e seguire un programma personalizzato, adeguato alle proprie esigenze  e non affidarsi consigli generici o a diete fatte da amici, conoscenti, ecc. per quanto promettano risultati veloci e miracolosi.